Drone in volo visto da sotto, con rami degli alberi sullo sfondo. Scritta di copertina “Acro, Volo Stabilizzato e Movimenti di Base”

Acro, Volo Stabilizzato e Movimenti di Base

L’enorme sensazione di libertà che solo un volo FPV può offrire inizia, in realtà, dai piccoli passi. Ossia dalla comprensione di cosa vuol dire far volare un drone e dal padroneggiare quelle che sono le piccole manovre di base. Vediamo quindi cosa vuol dire pilotare un drone FPV, a partire dalla differenza tra Acro e volo stabilizzato.

Acro e Volo Stabilizzato

Stabilizzato o ACRO sono le due principali modalità di volo quando si parla di droni.

La differenza risiede nel comportamento del drone nel momento in cui il pilota “stacca” le mani dalle levette del radiocomando.

Nel caso di volo stabilizzato, il drone si auto-livella, ossia torna ad allinearsi automaticamente con l’orizzonte. E’ una modalità di volo auto-assistito, particolarmente consigliata per i principianti che, agli inizi, potrebbero essere confusi dalla visuale FPV: staccando le mani dal radiocomando il drone si “raddrizza.”

Nel caso di volo ACRO, quando il pilota stacca le mani dalle levette del radiocomando, il flight controller del drone mantiene l’angolo di inclinazione. E’ una modalità che, una volta padroneggiata, riesce a dare molte più soddisfazioni a chi pilota un drone.

Una volta presa dimestichezza con le manovre di volo, l’ACRO rappresenterà l’esperienza di volo principale per il volo in prima persona.

Volo stabilizzato: Angle e Horizon

Angle e Horizon sono due modalità di volo stabilizzato.

La modalità Angle riguarda l’inclinazione laterale del drone. Il flight controller del drone sarà infatti programmato in modo tale per cui il drone non si inclinerà oltre un certo angolo (solitamente tra i 45 e i 55 gradi). In Angle, quindi, il drone non effettuerà i cosiddetto “flip,” ossia non si capovolgerà. Ma essendo comunque una modalità di volo stabilizzato, una volta rilasciate le leve del radiocomando, il drone si riallineerà all’orizzonte.

La modalità Horizon differisce dall’Angle per il semplice fatto che non prevede un angolo massimo oltre al quale il drone non si inclina più. In Horizon, quindi, il drone potrà effettuare il cosiddetto “flip,” capovolgendosi lateralmente. Ma una volta rilasciate le leve di comando, l’UAV si riallineerà all’orizzonte.

Movimenti di Base

Sono quattro i movimenti di base:

  • Throttle

  • Yaw

  • Pitch

  • Roll

 

Il comando Throttle, ossia “accelerazione,” serve a dare gas al nostro UAV. Questa accelerazione avverrà sotto forma di una spinta verticale: il drone si alzerà quindi da terra.

Una volta alzatosi in volo, lo spostamento del velivolo all’interno dello spazio avverrà grazie agli altri comandi. I restanti tre movimenti infatti si riferiscono ai possibili movimenti del drone intorno ai propri assi nello spazio tridimensionale.

Se proviamo ad immaginare il drone come al centro di un sistema di assi XYZ, avremo:

  • Lo Yaw, detto anche imbardata in italiano: un movimento del drone lungo l’asse Z, ossia una rotazione compiuta dal drone su sé stesso in senso orario o anti-orario. Su un sistema di volo FPV è un movimento di fondamentale importanza per correggere la visuale della videocamera;

  • Il Pitch, detto anche beccheggio: è un movimento lungo l’asse trasversale, ossia lungo l’asse Y. Visivamente si traduce in una inclinazione verso l’alto o verso il basso della parte anteriore del drone. Ed è il comando che, unito al throttle, permette allo UAV di “spostarsi in avanti;”

  • Il Roll, detto anche rollio in italiano: un movimento del drone lungo l’asse longitudinale, ossia lungo l’asse X. Visivamente sarà percepibile come un’inclinazione verso sinistra o verso destra, e permettere quindi al drone di sterzare e muoversi di lato.

L’insieme di questi quattro movimenti di base fornisce quindi le condizioni fisiche a causa delle quali il drone si muove nello spazio. All’inizio ci si potrà sentire leggermente disorientati da come uno UAV si muove, ma è solo questione di farci l’abitudine.

Infografica che mostra la posizione di un drone nello spazio tridimensionale, intersecato da 3 anni immaginari X,Y e Z, ciascuno di un colore diverso. A destra, ciascuno dei 3 movimenti di base (yaw, pitch e roll) viene mostrato singolarmente come rotazione o inclinazione lungo uno specifico asse.

Tipi di Volo

Una volta presa confidenza coi comandi e le manovre di base, ci si può preparare ad assaporare la vera essenza del volo in prima persona.

Ovviamente le tipologie di volo possono essere molto diverse tra loro. Possiamo identificarne tre, a cui in linea di massima corrispondono anche tipologie diverse di droni FPV:

  • Freestyle: è la tipologia di volo che meglio valorizza il potenziale che un drone FPV può dare in termini di sensazioni. Volare freestyle significa infatti lasciarsi andare a tutta una serie di acrobazie che sfruttano non solo la libertà di movimento del drone, ma anche la geografia del luogo dove ci si trova a volare.

Ogni ostacolo, edificio o albero che sia, rappresenta un’opportunità per un possibile numero da riprendere con la videocamera.

  • Cinematico: è la tipologia di volo di che mette al centro la qualità delle riprese video. Durante un volo cinematico le stesse traiettorie di volo saranno decise in base al soggetto da riprendere. Rispetto ad un volo freestyle avremo curve e cambi di direzioni molto più morbidi.

  • Long-range: come dice il nome, si tratta di voli in cui l’obiettivo principale è coprire lunghe distanze. Questo tipo di volo può essere considerato una via di mezzo tra freestyle e cinematico. Infatti, se da un lato può dare una sensazione di libertà simile a quella del freestyle, dall’altro lato la componente cinematica ha il suo peso. Non è possibile infatti pensare al volo long-range senza associarlo a riprese e visuali del territorio che si innalzano per parecchie decine di metri (fino al limite consentito per legge, ovviamente) sopra l’orizzonte visibile dall’occhio umano.

Conclusioni

È tutta una questione di pratica. Ci si può sentire spaesati all’inizio, ma uscita dopo uscita la capacità di riuscire a padroneggiare le manovre e le modalità volo verrà da sé. Ogni pilota ha il proprio stile di guida, che verrà fuori e maturerà col tempo.

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